Articoli di Giovanni Papini

1905


La Psicologia in Italia

Pubblicato su: Leonardo, anno III, fasc. 16, pp. 43-44
(43-44)
Data: aprile 1905




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   In Italia la Psicologia è passata attraverso a molte avventure senza trovar troppa fortuna. Ci hanno dato, i nostri cari maestri, delle psicologie di tutti i sapori: psicologie astratte e konigsbergiane Bonatelli e Masci; biologiche ed evoluzionistiche Ardigò, Sergi e Morselli; sperimentali e numeriche Buccola e Mosso; anedottiche Mantegazza; criminali Lombroso e la sua banda. Ma la Psicologia, fra noi, non ha trovato quel favore e quel fervore che ha incontrato per esempio nei paesi anglosassoni ove la maggiore rivista filosofica può intitolarsi il Mind e non ha suscitato nessuna di quelle opere direttrici e rinnovatrici che si trovano con difficoltà, ma si trovano, in Inghilterra, in Germania e in Francia.
   In Italia la psicologia appare timidamente nei licei sotto forma di compendiucci mal scritti e fatti, per lo più, col metodo arlecchinesco, e si nasconde nelle Università sotto il nome repugnante di filosofia teoretica, sotto forma di brutte traduzioni e di equivoci rifacimenti di teorie straniere. Una vita propria, una vita autoctona e traboccante non l'ha.
   Quei pochi italiani che hanno cercato di fare opera modesta ma più vera e nuova di psicologia, quali, ad esempio, il Brofferio e il Regàlia, sono dimenticati o trascurati, e tra i giovani nessuno accenna a uscire dalle solite monografie speciali, ricalcate sui lavori altrui e viziate dagli equivoci più secolari.
   Eppure qualche buon segno appare qua e là per farci sperare nel meglio in pochissimo tempo, ad esempio, sono stati venduti 2000 esemplari della traduzione italiana dei Principii di Psicologia di W. James. Quando si pensi alla povertà italiana e alla pigrizia italiana, e si ricordi


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che il libro costa venti lire e ch' è reso difficile dalla sua novità e profondità, non mancano le ragioni di conforto. Altre opere del James, come gli Ideali della vita e le Varietà dell'esperienza religiosa, sono state pure tradotte con buona fortuna e altre ancora seguiranno.
   Il traduttore di James ha dato anche all'Italia ciò che le mancava ancora, una Rivista consacrata alla psicologia. Di questa Rivista di Psicologia fondata e diretta dal Dott. G. C, Ferrari (Bertalia, Bologna) non sono usciti che tre numeri e questi non son tali da poterla dire eguale alle migliori straniere, ma l'importante è che ci sia. A poco a poco i buoni lavori verranno e il Ferrari, colla sua appassionata attività, non si stancherà certo di migliorarla.
   In questo mese sarà a Roma il quinto Congresso Internazionale di Psicologia e il Leonardo ne parlerà colla solita franchezza nel prossimo numero, Gli iscritti sono molti e alcune delle comunicazioni promettono di essere eccitanti. Notiamo, fin da ora, la prevalenza dei fisiologi e della falange lombrosiana, sempre bene organizzata, ma senza spaventarcene troppo. Vogliamo sperare fino all'ultimo che fra tanta fisiologia e tanta criminologia qualcuno potrà parlare di quello che si addice più di ogni altro argomento agli uomini intelligenti: cioè dei modi di trasformare lo spirito e le cose per mezzo dello spirito.


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